Parole intrecciate ecclesiastiche

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Spiegazioni dei singoli termini nel gioco delle parole intrecciate:

  • presbiterio: Il presbiterio, detto anche coro (*dal latino presbyterium*), è la parte dello spazio della chiesa o della cattedrale cristiana che è riservata ai sacerdoti.
  • calice: Il calice (in latino *calix*) ha due archetipi: da una parte il cratere, un vaso antico a due anse di varie dimensioni destinato a mescolare il vino con l’acqua e a berlo, dall’altra la coppa da vino posta su un piede articolato. Nel cristianesimo è divenuto il termine consacrato per indicare il recipiente liturgico, cioè l’oggetto utilizzato nella celebrazione. Secondo i Vangeli, Gesù Cristo offrì ai suoi discepoli, durante l’Ultima Cena, il calice pieno di vino pronunciando le parole della futura preghiera: «Prendete e bevetene tutti…».
  • purificatoio: Il purificatoio (dal latino *purificatio*, purificazione) è un telo bianco rettangolare utilizzato durante la liturgia cattolica. Viene piegato in sei parti a formare una striscia stretta che si colloca tra il calice e la palla. Al centro porta solitamente un piccolo crocifisso ricamato, mentre sui lati più stretti può essere ornato con ricami. Durante la maggior parte della celebrazione liturgica si trova sul calice; nella liturgia eucaristica è posto sul corporale.
  • incenso: L’incenso (in latino *olibanum*, in inglese *frankincense*, in tedesco *Weihrauch*, in ebraico לבונה *levona*, in arabo لبٌان *lubbān*; nell’ortodossia, oltre al termine generale *кадило* (*kadilo*), si usa più spesso *ла́дан* (*ladan*), in greco λήδανον o λάδανον) è una resina aromatica che si ricava dalla cosiddetta gommaresina. Si ottiene dal tronco dell’albero della resina (*Boswellia*); usata in combinazione con mirra e balsamo, bruciata sprigiona un aroma speziato.
  • celebrante: Il celebrante (dal latino *celebrare*, celebrare, festeggiare) è il sacerdote che presiede la Messa. Nella Chiesa cattolica romana, dopo il Concilio Vaticano II, è divenuto possibile che più sacerdoti celebrino insieme (concelebrino) una stessa Messa – pratica che in precedenza era riservata solo a circostanze eccezionali. Questi sacerdoti sono detti concelebranti, mentre uno di essi è il celebrante principale della concelebrazione comune. Nella Chiesa d’Oriente la concelebrazione, invece, era una pratica abituale.
  • luminum: Il Sabato Santo (in latino *sabbatum sanctum*, *magnum* o *luminum* – cioè santo, grande o luminoso) è, nel calendario liturgico, il giorno che precede la Domenica di Pasqua, parte della Settimana Santa – il secondo giorno del Triduo pasquale. Ricorda il giorno in cui Gesù giacque nel sepolcro.
  • eucaristia: L’eucaristia (dal greco “ringraziamento”) è il rito cristiano che ricorda l’Ultima Cena di Gesù Cristo prima della sua crocifissione. L’essenza del rito è il consumo rituale del pane e del vino nei quali, secondo la fede cristiana, sono presenti il corpo e il sangue di Cristo. Con il termine *eucaristia* si indicano anche questo pane e vino.
  • aspersorio: L’aspersorio (dal latino *aspergere*, aspergere) è un recipiente portatile per l’acqua benedetta, nel quale si immerge l’aspersorio (*aspergil*) durante la benedizione con l’acqua santa nella Chiesa cattolica romana. In senso esteso può indicare anche l’acquasantiera. La persona che porta l’aspersorio si chiama *asperferario*.
  • fonte battesimale: Il fonte battesimale è un bacino o recipiente con acqua benedetta, utilizzato nelle chiese cristiane per il sacramento del battesimo. Contiene l’acqua benedetta con la quale la persona viene battezzata e, mediante il battesimo, diventa cristiana.
  • turibolo: Il turibolo (in latino *turibulum* o *thuribulum*) è un incensiere cristiano, un recipiente metallico portatile dotato di fori e coperchio, sospeso generalmente a tre catenelle con manico. Si tratta di un oggetto rituale in uso fin dall’alto Medioevo, attestato già nella seconda metà del II secolo nelle catacombe durante le sepolture. Nella liturgia compare intorno al VI secolo. Viene utilizzato dal sacerdote o da un suo assistente (ministrante) durante le celebrazioni e altri riti religiosi, per la purificazione sacra – l’incensazione delle persone e la consacrazione delle chiese, dei loro altari, delle statue e di altri oggetti. All’interno del recipiente si pone una coppa metallica con carboni ardenti o bricchette autoaccendenti. Sui carboni si sparge l’incenso – resina profumata che viene conservata nella cosiddetta *navicella*.
  • comunione: La santa comunione (in latino *communio*, condivisione del comune) è, nella Chiesa cattolica, la parte della Messa in cui si riceve il pane e il vino consacrati durante la celebrazione eucaristica.
  • battesimo: Il battesimo è uno dei sacramenti e rappresenta la purificazione dai peccati e l’unione del credente con Cristo. Le origini della pratica cristiana del battesimo risalgono a Giovanni Battista che, secondo il Nuovo Testamento, battezzò Gesù nel fiume Giordano. La parola *battesimo* in greco è βάπτισμα (*baptisma*), che significa immersione. La Bibbia definisce il battesimo come immersione nell’acqua. Diverse Chiese cristiane amministrano il battesimo, a seconda della tradizione, mediante l’aspersione o per immersione totale nell’acqua.
  • patena: La patena (dal greco antico πατήνα, attraverso il latino *patina*, e nel latino medievale *patena* = piatto) è un vaso liturgico utilizzato nelle Chiese cristiane durante la celebrazione eucaristica. Ha la forma di un piccolo piatto rotondo ed è solitamente realizzata in oro o in argento dorato. Talvolta con il termine patena si indica anche la pisside per l’offerta. Nella Chiesa cattolica romana si distinguono due tipi di patena: la patena del calice e la patena per la santa comunione.
  • tabernacolo: Il tabernacolo eucaristico (chiamato in epoche diverse e a seconda della collocazione anche *sanctuarium* o *sanctuarium*, *pastoforium* oppure *tabernaculum*, dal latino *tabernaculum*) è il luogo più sacro nelle chiese cattoliche, destinato a custodire i vasi liturgici con l’eucaristia. Al *sanctuarium* ha accesso solo il sacerdote o la persona da lui incaricata; nessun altro (ministranti, sacrestani, visitatori della chiesa, ecc.) può introdurvi, prelevarvi o in qualsiasi altro modo manipolare alcunché.
  • navicella: La *navicella* (in latino *navicula*) è un recipiente liturgico destinato a contenere l’incenso che il sacerdote aggiunge al turibolo. Tradizionalmente le navicelle avevano la forma dello scafo di una barca, mentre oggi la loro forma è spesso circolare. Durante le celebrazioni la navicella, con il cucchiaino, è portata da un ministrante chiamato *naviculaire*.